Un posto chiamato “là” – Andrew Wommack

La Bibbia dice che, “Elia era un uomo sottoposto alle stesse nostre passioni,” (Giacomo 5:17)

Certamente Elia era un uomo potentemente usato da Dio. Questo versetto fa riferimento a quel momento della sua vita in cui era così abbattuto, da chiedere al Signore di farlo morire. Elia non era perfetto eppure, nonostante questo, ordinò al fuoco di scendere dal cielo per ben tre volte; fu il primo uomo a risuscitare qualcuno dalla morte; provocò il più grande risveglio che ci fosse mai stato nella storia fino a quel momento; un suo ordine fece iniziare e poi finire tre anni di completa siccità; moltiplicò il cibo in modo miracoloso; Inoltre egli è uno degli unici due uomini che non sono mai morti, infatti, fu preso e portato in cielo mentre era ancora vivo.

C’è molto da imparare da un uomo del genere, sia nel negativo che nel positivo. La Bibbia ci fornisce una piccola biografia della vita di Elia. Non sono state le sue origini o la sua istruzione che lo hanno messo in una posizione di potere e di influenza. Elia non era nessuno prima di aver ricevuto una parola da parte di Dio. È stata la rivelazione che Dio gli ha dato che lo ha messo in una posizione di leadership. Nello stesso modo, chiunque è nato di nuovo, o battezzato nello Spirito Santo, oppure ha una buona relazione con il Signore, ha la rivelazione da parte di Dio. Proprio come per Elia che fu posto in una posizione di influenza, chiunque abbia la rivelazione da Dio ha anche lui il potenziale per poter influenzare gli altri. L’unica differenza sta nel fatto che Elia sapeva quello che aveva, ed era sufficientemente audace da annunciarlo. Molti di noi sono stati intimiditi dalla malvagità e dalla cattiveria di questo mondo. Non siamo abbastanza audaci da dichiarare la verità che abbiamo dal Signore. Cosa sarebbe successo se Elia non avesse parlato profetizzando al re Achab? La siccità ci sarebbe comunque stata ma Elia non avrebbe potuto sfruttare l’occasione per avere un effetto sulla nazione. La gente sarebbe arrivata alla conclusione che si trattava di un evento naturale.

Elia era abbastanza audace da parlare prima che ci fosse alcuna prova a dimostrazione che quello che stava dicendo sarebbe realmente accaduto. Questo richiede fede e grande coraggio. Quando arrivò la siccità, come promesso, Elia divenne l’uomo più richiesto della nazione: Com’è vero che l’Eterno, il tuo DIO, vive, non c’è nazione e regno in cui il mio signore non abbia mandato a cercarti; e quando dicevano: “Non è qui”, facevo giurare il regno e la nazione che non avevano potuto trovarti.(1 Re 18:10). Se noi facessimo conoscere le verità che Dio ci ha mostrato, proprio come ha fatto Elia, quelle stesse verità alla fine prevarrebbero su tutto il resto.

Elia non aveva tutte le risposte, e non conosceva le conseguenze che ci sarebbero state dopo aver profetizzato al re Achab: Elia, il Tishbita, uno degli abitanti di Galaad disse ad Achab: «Com’è vero che vive l’Eterno, il DIO d’Israele, alla cui presenza io sto, non ci sarà né rugiada né pioggia in questi anni, se non alla mia parola». (1 Re 17:1) Achab aveva vietato l’adorazione del vero Dio, introducendo l’adorazione di Baal. Uccise i profeti del Signore ed Elia ubbidendo al Signore stava mettendo se stesso in serio pericolo. Dio parlò ad Elia su come lo avrebbe protetto e sostenuto, ma questo non è accaduto se non dopo che Elia ha pronunciato la parola che Dio gli aveva dato. Poi la parola dell’Eterno gli fu indirizzata, dicendo: “Vattene da qui, volgiti verso oriente e nasconditi presso il torrente Kerith, che si trova a est del Giordano. Tu berrai al torrente e io ho comandato ai corvi che ti diano da mangiare là”. (1 Re 17:2-4) Da questo episodio possiamo imparare una grande lezione, cioè che Dio non rivela subito tutto il progetto che ha per noi. Lui rivela la sua volontà per noi un passo alla volta. Dopo che noi abbiamo ubbidito al primo passo, Lui ci rivela quello successivo.

Perché il Signore dovrebbe mostrarci il secondo passo o il decimo se noi non abbiamo ancora ubbidito al primo passo? Questo ci renderebbe solo maggiormente responsabili. Quindi, non cercare di immaginarti quale potrà essere il passo successivo prima di aver realizzato quello che tu sai di dover fare adesso. Questa è una potente verità. Il Signore disse ad Elia di andare “presso il torrente Kerith”. Il Signore aveva già comandato ai corvi di portare ad Elia pane e carne “LA” ogni mattina ed ogni sera. Un vero e proprio miracolo. Dio ha provveduto in un momento così terribile! Poni però attenzione a questo particolare: il Signore non ha provveduto ai bisogni di Elia nel posto in cui si trovava nel momento in cui gli ha parlato.

Quando un centrocampista passa il pallone ad un’attaccante, non lo tira nel posto dove l’attaccante si trova in quel momento ma nella direzione verso cui sta correndo. Il miracolo di Elia non era nel posto in cui egli si trovava in quel momento, ma nel posto dove il Signore lo aveva mandato. Questo è grandioso! Ognuno di noi ha un posto chiamato “LA’” dove le benedizioni di Dio ci stanno aspettando. Il Signore non viene mai meno nel soddisfare i nostri bisogni, ma la gente spesso fallisce nel ricevere, perché non si trova ” LA’”. Se Elia non fosse andato al suo posto chiamato “LA’” la sua disobbedienza non avrebbe di certo fermato la fedeltà di Dio; tuttavia, non avrebbe ricevuto ciò di cui aveva bisogno; perché Dio aveva provveduto “LA’” presso il torrente Kerith. Questo è esattamente quello che accade alla maggior parte di noi. Dio ha messo nei nostri cuori qualcosa da dire o da fare. Ma, se noi non abbiamo ubbidito, non siamo nel posto giusto, cioè “LA’”. Ciò significa che non vedremo i nostri bisogni soddisfatti da Dio perché non siamo in quella posizione di ubbidienza. Io ho sentito molte persone dire che il Signore gli aveva parlato, dicendogli di frequentare le nostre scuole bibliche Charis Bible College. Loro però non riuscivano ancora a vedere come questo sarebbe potuto accadere. In pratica volevano vedere come Dio avrebbe provveduto prima di andare “ LA’”. La cosa non funziona in questo modo. Alcuni di voi non state vedendo i vostri bisogni soddisfatti perché non state facendo quello che Lui vi ha detto di fare. Questo non vuol dire che Dio vi stia punendo. Se Elia non fosse andato al suo “LA’” avrebbe perso la sua provvidenza. Il Signore aveva provveduto al bisogno di Elia, solo che tale provvidenza era disponibile nel suo posto chiamato “LA’” che è, come vedremo, un concetto dinamico.

IL POSTO CHIAMATO “LA” CAMBIA

Dio cambia il posto e il modo di provvedere ad Elia: Allora la parola dell’Eterno gli fu indirizzata dicendo: «Lèvati e va’ a stabilirti a Sarepta dei Sidoni, perché là ho ordinato a una vedova di provvederti da mangiare».(1 Re 17:8-9) Non puoi cercare il Signore, ascoltare la Sua voce, fare il tuo passo di fede una volta per tutte e poi smettere di ascoltarlo. Il Signore ci conduce nella sua perfetta volontà passo dopo passo. Elia si è mosso quando il Signore gli ha detto di muoversi. Questo portò Elia nella città di Sarepta, dove lui chiese ad una vedova di dargli l’ultimo residuo di cibo che le era rimasto, dopo di che non avrebbe avuto più niente da mangiare. Sembrava che lui stesse togliendo qualcosa a questa donna, ma in realtà le stava dando qualcosa. Infatti, essendo quello il suo ultimo pasto dopo di ché sarebbe morta, il Signore moltiplicò i viveri di questa donna, abbastanza da sostenere lei, suo figlio, ed Elia che visse con loro per circa tre anni. Che grande miracolo!

La vedova non ricevette solo questo. La sua fedeltà nel dare fece risuscitare suo figlio dalla morte: In seguito a queste cose, il figlio della donna che era la padrona di casa si ammalò; la sua malattia fu così grave, che non gli rimase più soffio di vita. Ella allora disse ad Elia: «Che ho io da far con te o uomo di DIO? Sei forse venuto da me per farmi ricordare il mio peccato e per uccidermi il figlio?». Egli le rispose: «Dammi tuo figlio». Così lo prese dal suo seno, lo portò nella stanza di sopra e lo coricò sul suo letto. Poi invocò l’Eterno e disse «O Eterno, DIO mio, hai forse colpito di sventura anche questa vedova, che mi ospita, facendole morire il figlio?». Si distese quindi tre volte sul fanciullo e invocò l’Eterno, dicendo: «O Eterno DIO mio, ti prego, fa’ che l’anima di questo fanciullo ritorni in lui». L’Eterno esaudì la voce di Elia: l’anima del fanciullo ritornò in lui ed egli riprese vita. Allora Elia prese il fanciullo, Io porto giù dalla stanza di sopra in casa e lo diede a sua madre dicendole: «Guarda, tuo figlio è vivo!».(1 Re 17:17-23) Questa donna ha continuato ad agire in fede ogni giorno. Si trattava di una vera fede che produce risultati, la quale, sono sicuro, si è manifestata nel miracolo del figlio. Elia continuò il suo mandato invocando il fuoco dal cielo per consumare il sacrificio sotto lo sguardo di tutto il popolo d’Israele: All’ora in cui si offriva l’oblazione, il profeta Elia si avvicinò e disse: «O Eterno DIO di Abrahamo d’Isacco e d’Israele, fa’ che oggi si sappia che tu sei DIO in Israele, che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo comando. Rispondimi, o Eterno, rispondimi, affinché questo popolo riconosca che tu, o Eterno, sei DIO, e che hai fatto ritornare i loro cuori a te». Allora cadde il fuoco dell’Eterno e consumò l’olocausto, la legna,le pietre e la polvere, e prosciugò l’acqua che era nel fosso. (1 Re 18:36-38) La gente che vide questo gridò,” L’Eterno è DIO! L’Eterno è DIO!” Quindi uccisero tutti i profeti di Baal, e l’intera nazione tornò al Signore. Quello stesso giorno, Elia pregò e mise fine alla siccità con un grande temporale: Poi Elia disse ad Achab: «Risali, mangia e bevi, perché si ode già il rumore di grande pioggia». Così Achab risalì per mangiare e bere; ma Elia salì in vetta al Karmel si piegò fino a terra e si mise la faccia tra le ginocchia, e disse al suo servo: «Ora sali e guarda dalla parte del mare!». Egli salì, guardò e disse: «Non c’è niente». Elia gli disse: «Ritorna a vedere, per sette volte». La settima volta, il servo disse: «C’è una nuvoletta grossa come la palma di una mano, che sale dal mare». Allora Elia disse: «Sali e di’ ad Achab: “Attacca i cavalli al carro e scendi prima che la pioggia ti sorprenda”». In breve tempo il cielo si oscurò a motivo delle nuvole e del vento e cadde una grande pioggia. Così Achab salì sul carro e andò a Jezreel. (1 Re 18:41-45) Elia era davvero gasato, ha superato il carro di Achab in una corsa di 32 kilometri, nonostante Achab fosse partito in vantaggio. A questo punto Elia era assolutamente pieno di entusiasmo! Qui c’è una lezione davvero importante: dopo grandi vittorie ci sono grandi tentazioni. Questo accade principalmente perché dopo le vittorie c’è la possibilità che perdiamo il nostro senso di umiltà e di dipendenza da Dio: Egli invece si inoltrò nel deserto una giornata di cammino, andò a sedersi sotto una ginestra e chiese di poter morire dicendo: «Ora basta, o Eterno! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri» (1 Re 19:4) Elia aveva, con successo, sfidato il re, i suoi eserciti, i suoi profeti e tutto il popolo della nazione. Ma il giorno successivo, una ambasciata minatoria fatta da una donna provoca in lui terrore al punto tale che lo fa scappare via: Allora Jezebel inviò un messaggero a Elia per dirgli: «Gli dèi mi facciano così e anche peggio, se domani a quest’ora non avrò fatto di te come uno di loro». Quando sentì questo, Elia si levò e se ne andò per mettersi in salvo. Giunse a Beer-Sceba, che appartiene a Giuda, e vi lasciò il suo servo.(1 Re 19:2-3) Il Signore apparve ad Elia e gli chiese: “cosa stai facendo QUI, Elia?” Là entrò in una caverna e vi passò la notte. Ed ecco, la parola dell’Eterno gli fu rivolta e gli disse: «Che fai qui, Elia?».(1 RE 19:9)

Elia non era più “LA’” Il suo posto chiamato “LA’” era tornare in Samaria. Il popolo adesso stava di nuovo adorando il vero Dio, ma Elia era scappato via in preda alla paura, lasciando il popolo senza una guida. Questo ha avuto come conseguenza che il Signore ha rimpiazzato Elia con Eliseo. Il ministero di Elia fu più breve di quanto sarebbe potuto essere. Il Signore, a questo punto, parla ad Elia con voce udibile. Gli dice di fare tre cose, una delle quali era di ungere Eliseo affinché lo sostituisse: L’Eterno gli disse: «Va’, rifa’ la strada del ritorno fino al deserto di Damasco; giunto là, ungerai Hazael come re di Siria. Ungerai pure Jehu, figlio di Nimsci, come re d’Israele; ungerai quindi Eliseo, figlio di Shafat di Abel-Meholah, come profeta al tuo posto.(1 Re 19:15-16) Elia unse Eliseo: Elia partì di là e trovò Eliseo figlio di Shafat mentre arava con dodici paia di buoi davanti a sé ed egli stesso si trovava con il dodicesimo paio. Elia gli passò vicino e gli gettò addosso il suo mantello.(1Re 19:19) Fate attenzione al fatto che egli non fece le altre due cose. Questo significa che Elia fallì nei due terzi delle cose che il Signore gli aveva detto di fare. Potresti pensare che questo significava che Elia fu tolto di mezzo e non fu più usato da Dio. Ma non è andata affatto così. Elia, infatti, continuò a profetizzare: Allora la parola dell’Eterno fu rivolta ad Elia, il Tishbita, in questi termini, dicendo: «Lèvati e scendi incontro ad Achab, re d’Israele, che sta in Samaria; ecco, egli è nella vigna di Naboth, dove è sceso a prenderne possesso. Gli parlerai in questo modo: Così dice l’Eterno: “Prima hai ucciso un uomo e poi ne hai usurpato la proprietà”. Quindi gli dirai: Così dice l’Eterno: “Nel medesimo luogo dove i cani hanno leccato il sangue di Naboth, i cani leccheranno” anche il tuo stesso sangue”». Achab disse ad Elia: «Mi hai dunque trovato, o mio nemico?». Elia rispose: «Sì, ti ho trovato, perché ti sei venduto per fare ciò che è male agli occhi dell’Eterno. Ecco, io farò venire su di te la sventura, spazzerò via i tuoi discendenti e sterminerò della casa di Achab ogni maschio, schiavo o libero in Israele. Renderò la tua casa come la casa di Geroboamo, figlio di Nebat, e come la casa di Baasha, figlio d’Ahijah, perché tu mi hai provocato ad ira e hai fatto peccare Israele. Anche riguardo a Jezebel l’Eterno parla e dice: “I cani divoreranno Jezebel sotto le mura di Jezreel”. Quelli di Achab che moriranno in città saranno divorati dai cani, quelli invece che moriranno nei campi saranno divorati dagli uccelli del cielo».(1 Re 21:17-24)

Fece, inoltre, scendere il fuoco di Dio dal cielo per altre due volte: Allora il re mandò da Elia un capitano di cinquanta con i suoi cinquanta uomini; egli salì da lui e trovò Elia seduto in cima al monte. Il capitano gli disse: «O uomo di DIO, il re ti ordina di scendere». Elia rispose e disse al capitano dei cinquanta: «Se sono un uomo di DIO, scenda fuoco dal cielo e consumi te e i tuoi cinquanta uomini!». E dal cielo scese un fuoco, che consumò lui e i suoi cinquanta. Allora il re, gli mandò un altro capitano di cinquanta con i suoi cinquanta uomini, che si rivolse ad Elia e gli disse «O uomo di DIO, il re ti ordina di scendere subito». Elia rispose e disse loro: «Se sono un uomo di DIO, scenda fuoco dal cielo e consumi te e i tuoi cinquanta uomini». E dal cielo scese il fuoco di DIO che consumò lui e i suoi cinquanta. (2Re 1:9-12)

Infine, la cosa più impressionante di tutte, è che Elia non morì, ma fu portato direttamente in cielo in un turbine: Ora, mentre essi camminavano discorrendo, ecco un carro di fuoco, e cavalli di fuoco li separarono l’uno dall’altro, ed Elia salì al cielo in un turbine.(2Re 2:11)

Questo uomo, nonostante falli miseramente, camminò così vicino a Dio da non vedere la morte fisica. Questo ci insegna una grande lezione: il Signore non ha mai avuto nessuno al suo servizio che avesse sufficienti qualifiche. Lui ci usa nonostante quello che facciamo e non per quello che facciamo, o per come lo facciamo. Se noi rimaniamo fermi nella nostra posizione di fede possiamo, nonostante tutto, sperimentare cose meravigliose da parte di Dio anche dopo un lungo periodo di fallimenti. Che potenti verità da cui essere incoraggiati!